Posizionamento siti web: come funziona e come migliorarlo

Il posizionamento di un sito web è il posto che le sue pagine occupano nei risultati di Google quando qualcuno fa una ricerca. Non lo decide chi paga di più: Google ordina le pagine in base a quanto rispondono alla domanda, a quanto si fida del sito e a come funziona dal punto di vista tecnico. Migliorarlo vuol dire lavorare su questi tre fronti, con pazienza, perché una pagina nuova o corretta impiega di solito da tre a sei mesi per trovare un posto stabile nei risultati.

È il lavoro che faccio ogni giorno per PMI, studi professionali e cliniche. Più sotto trovi anche come l’ho applicato a un cliente che seguo dal 2019.

In breve

  • Cosa fare: prima si sistemano gli errori del sito, poi si costruisce una pagina per ogni ricerca che conta, con contenuti collegati e qualche link di qualità.
  • In quanto tempo: di solito da tre a sei mesi perché una pagina trovi un posto stabile; per le ricerche locali spesso prima.
  • Quanto costa: il lavoro continuativo parte da 400 € al mese, dopo una consulenza iniziale di un’ora. Tempi e costi nel dettaglio

Cos’è il posizionamento di un sito, e cosa non è

Quando qualcuno cerca «dentista Pescara» o «come rifare il tetto», Google mostra un elenco di pagine. Il posto che ciascuna occupa in quell’elenco è il suo posizionamento per quella ricerca. Due precisazioni evitano parecchi equivoci.

La prima: il posizionamento si misura ricerca per ricerca. Lo stesso sito può essere terzo per una parola e cinquantesimo per un’altra, quindi la domanda utile è per quali ricerche compare, e in che posizione.

La seconda: essere indicizzati è solo il punto di partenza. L’indicizzazione significa che Google conosce la pagina e l’ha inserita nel suo archivio; il posizionamento dice dove la mostra. Una pagina può essere indicizzata e restare in fondo, dove nessuno la vede.

Chi lavora nel settore lo chiama anche posizionamento SEO, o posizionamento sui motori di ricerca: in Italia, in pratica, su Google. Si parla poi di posizionamento organico per distinguerlo dagli annunci a pagamento, quelli segnalati come «Sponsorizzato» in cima ai risultati. Gli annunci spariscono quando smetti di pagare, e pagare Google non migliora la posizione organica: lo dice la sua guida al funzionamento della Ricerca. Il posizionamento organico, una volta costruito, resta finché il sito resta curato. Cos’è la SEO in generale, e di quali parti è fatta, lo spiego nella guida al significato di SEO.

Posizionamento SEO: come Google decide la posizione di un sito

L’ordine dei risultati lo decide l’algoritmo di Google, cioè un insieme di sistemi automatici che analizzano miliardi di pagine e le confrontano con la ricerca appena fatta. Google non ne rende pubblico il funzionamento nel dettaglio, anche per evitare che qualcuno lo aggiri, ma nella sua guida ai sistemi di ranking spiega quali aspetti guarda: il significato della ricerca, la pertinenza delle pagine, la loro qualità, la facilità d’uso e il contesto di chi cerca, come la posizione, la lingua e il dispositivo.

L’algoritmo cambia di continuo. Google introduce migliaia di modifiche ogni anno (nel 2022, per esempio, sono state 4.725) e, diverse volte l’anno, aggiornamenti più ampi chiamati core update, che in pochi giorni possono spostare molte posizioni. Per questo inseguire il trucco del momento rende poco, mentre i principi di fondo restano stabili da anni.

Oggi, per molte ricerche, sopra i risultati compare una risposta scritta dall’intelligenza artificiale di Google, con i link alle fonti da cui l’ha presa. Google spiega che quelle fonti vengono scelte con gli stessi sistemi di ranking della ricerca classica, e nelle sue indicazioni per chi pubblica ripete che valgono le stesse regole: un sito ben posizionato ha più probabilità di essere citato anche lì. Ne parlo più a fondo nell’articolo sulla GEO.

Semplificando, su ogni pagina l’algoritmo si fa tre domande.

Risponde a quello che la persona sta cercando?

È la pertinenza. Conta che la pagina tratti l’argomento per intero, con le parole che usano le persone quando cercano. Un idraulico che in tutta la home scrive «soluzioni idrauliche integrate» e mai «riparazione perdite» sta parlando di sé, mentre il cliente cerca il suo problema.

Ci si può fidare?

Google valuta se il sito è una fonte affidabile su quel tema: chi ha scritto i contenuti, che esperienza dimostra, se altri siti pertinenti lo citano. Per gli argomenti che toccano salute o denaro l’asticella è più alta.

Funziona bene?

Una pagina che Google non riesce a leggere, che da telefono si apre lenta o che è duplicata altrove parte svantaggiata anche con un ottimo testo. La parte tecnica raramente basta da sola per salire; spesso, però, è il motivo per cui un buon contenuto resta indietro.

Come migliorare il posizionamento su Google, passo per passo

Lavoro sul posizionamento dei siti web dei clienti in quattro fasi, sempre in quest’ordine. Evita l’errore più comune, cioè produrre contenuti nuovi su un sito che ha ancora problemi di base.

Schema del metodo per il posizionamento in 4 fasi: capire, sistemare, far crescere, misurare

1. Capire

Prima di cambiare qualcosa guardo Google Search Console, lo strumento gratuito di Google che mostra per quali ricerche il sito compare, in che posizione e quanti clic riceve. Spesso ci sono pagine già vicine alla prima pagina, che con pochi interventi salgono. Per volumi di ricerca e concorrenti uso SEOZoom, e l’AI mi aiuta a leggere in fretta migliaia di righe di dati e a trovare le ricerche su cui vale la pena lavorare.

Poi si decide per quali ricerche vale la pena farsi trovare, con i volumi reali: quelle con abbastanza persone, vicine a comprare e con una concorrenza alla tua portata. Come sceglierle lo spiego nell’articolo sulla strategia SEO.

2. Sistemare

Pagine escluse dall’indice per errore, contenuti duplicati, titoli uguali su pagine diverse, sito lento da telefono: sono problemi che frenano tutto il resto, e di solito si risolvono in poche settimane. È la parte dell’ottimizzazione del sito web che si vede meno, e spesso quella che rende di più. Con l’AI controllo centinaia di pagine alla volta, dai titoli duplicati ai dati strutturati, e le correzioni arrivano prima.

Se lavori in zona, in questa fase si sistema anche la scheda Google Business Profile, che per un’attività con clienti locali pesa quanto il sito, a volte di più. Categoria, servizi, foto e recensioni sono spiegati nella guida a Google Business Profile, e il quadro completo è in quella sulla local SEO.

3. Far crescere

Su basi pulite si costruisce: una pagina chiara per ogni ricerca che conta, una per servizio, una per trattamento, una per prodotto. Una pagina unica con l’elenco di tutto difficilmente si posiziona per ricerche diverse.

Attorno alle pagine principali crescono gli articoli, quando rispondono alle domande che i clienti si fanno prima di scegliere e portano alle pagine dei servizi. Un gruppo di contenuti sullo stesso tema, collegati tra loro, convince Google più di tanti articoli sparsi. Qui l’AI mi aiuta a raccogliere le domande dei clienti e a preparare le bozze; testi e scelte finali li rivedo io.

Poi vengono i link da altri siti pertinenti, che aiutano Google a fidarsi. Ne bastano pochi e buoni, ottenuti con collaborazioni, citazioni e presenza nelle directory del settore. Comprare pacchetti di link a caso è il modo più rapido per ottenere l’effetto opposto.

4. Misurare

Tre numeri bastano: quante volte il sito compare nelle ricerche, quante visite arrivano da Google, quanti contatti. Se i primi due crescono e il terzo resta fermo, conviene guardare cosa succede sulle pagine: testi, moduli, tempi di risposta. I report mensili si compongono in automatico dai dati.

L’AI accorcia i tempi del lavoro ripetitivo; strategia e testi restano una scelta mia.

Gli errori che bloccano il posizionamento

Sono quelli che trovo più spesso quando analizzo un sito. Molti non si vedono navigandolo: si scoprono solo guardando cosa Google ha nel suo archivio.

  • Pagine bloccate per errore. Un’impostazione rimasta attiva dopo lo sviluppo chiede a Google di non mostrare il sito, o una parte delle pagine, e nessuno se ne accorge per mesi.
  • Bozze e pagine di prova pubblicate. Versioni vecchie, copie fatte per un test, bozze finite online: Google le indicizza e le mette in concorrenza con le pagine vere.
  • Interi sottodomini di sviluppo visibili. La copia di lavoro del sito, per esempio su un indirizzo come test.nomesito.it, resta aperta e indicizzata. Per Google esistono due siti uguali, e non sa quale mostrare.
  • Un dominio lasciato scadere. Mi è capitato un sito il cui dominio era stato lasciato scadere dall’agenzia che lo gestiva. Quando è stato ricomprato e rimesso in uso era già compromesso: nel frattempo chi l’aveva usato ci aveva pubblicato pagine di spam, e Google lo associava ancora a quei contenuti.
  • Testi copiati dai concorrenti. Pagine riempite con testi presi di peso da altri siti. Google riconosce le copie e non ha motivo di mostrarle al posto degli originali.
  • Rifare il sito senza reindirizzare i vecchi indirizzi. In un giorno si perdono posizioni costruite in anni.
  • Testi scritti per l’azienda invece che per chi cerca. Descrivono la missione e i valori, e non usano le parole dei clienti.
  • Tante pagine quasi uguali, per esempio una per ogni città con lo stesso testo. Google le tratta come duplicati.

Un caso reale: da zero a 8.000 visite al mese

Dal 2019 seguo tre siti collegati di un cliente del settore sanitario in Abruzzo: quello di una clinica di medicina estetica, quello del suo medico chirurgo e quello dedicato al trapianto capelli. All’inizio erano siti costruiti con Wix, senza una strategia di ricerca alle spalle.

Il lavoro è andato più o meno in quest’ordine:

  1. Siti rifatti in WordPress con Elementor, per avere il controllo su struttura, velocità e contenuti.
  2. Analisi con SEOZoom delle ricerche e dei concorrenti, per capire dove c’era spazio.
  3. Una strategia su due livelli: locale per la medicina estetica, che le persone cercano vicino a casa, e nazionale per il trapianto capelli, per cui i pazienti sono disposti a spostarsi.
  4. Una piramide di contenuti: una pagina principale per ogni trattamento e, sotto, gruppi di articoli collegati che rispondono alle domande dei pazienti.
  5. Link building solo per qualche mese, nel 2024. Raggiunto il livello attuale, i siti lo hanno mantenuto.

I tempi sono stati quelli che ci si aspetta quando le basi sono solide: le pagine venivano indicizzate subito e i primi risultati sono arrivati entro un mese. Le pagine locali erano tutte posizionate entro tre mesi, quelle nazionali sono salite strada facendo. Con l’autorevolezza costruita negli anni, adesso una nuova pagina nazionale viene indicizzata subito e comincia a posizionarsi in pochi giorni.

Grafico SEOZoom: crescita delle parole chiave del sito di una clinica dal 2020 a oggi, con i cali dei core update riassorbiti
Andamento delle parole chiave del sito della clinica secondo SEOZoom, dal 2020 a oggi. La linea tratteggiata di gennaio 2023 segna un aggiornamento dei volumi di ricerca dello strumento; i cali improvvisi coincidono con i core update di Google e si sono sempre riassorbiti.

Negli anni ci sono stati anche cali improvvisi, come quello dell’estate 2025. Coincidono sempre con i core update di Google, e ogni volta le posizioni si sono ristabilite da sole, senza interventi d’urgenza. È il segno di un lavoro costruito su basi solide, che non ha bisogno di inseguire le mode o di tappare falle a ogni aggiornamento di Google.

Oggi i tre siti ricevono insieme circa 8.000 visite al mese da Google e portano circa 150 contatti al mese. Il sito della clinica compare in prima pagina per oltre 1.700 ricerche, più di 600 delle quali nelle prime tre posizioni, e le risposte AI di Google lo citano come fonte per 265 ricerche: il posizionamento costruito negli anni porta anche lì.

Sono risultati arrivati negli anni. Il caso, con le fonti dei numeri, è anche nel portfolio.

Visite: Google Search Console, somma dei tre siti. Posizionamenti e citazioni nelle risposte AI: dati SEOZoom sul sito della clinica, settembre 2026.

Vuoi capire dove può arrivare il tuo sito?

In un’ora guardiamo insieme cosa lo frena oggi e da dove conviene partire.

Parliamone

Si può essere primi su Google?

Sì, ma la domanda da farsi è per quale ricerca. Essere primi per il nome della propria azienda è facile e porta poco. Per uno studio di provincia, essere primo per «consulente del lavoro» in tutta Italia è quasi impossibile, e forse nemmeno utile. Il lavoro sta nel trovare le ricerche con abbastanza persone, abbastanza vicine a comprare e con una concorrenza alla tua portata, e lì puntare alle prime posizioni.

Diffida di chi promette il primo posto in tempi certi: nessuno controlla l’algoritmo di Google, e chi lo garantisce di solito sceglie ricerche che nessuno fa.

Quanto tempo ci vuole e quanto costa

Google impiega di solito da tre a sei mesi per dare fiducia a una pagina nuova o corretta. Per questo imposto il lavoro continuativo su almeno nove mesi, con una verifica insieme verso il sesto. La scheda Google, per chi lavora in zona, risponde prima.

Il lavoro mensile parte da 400 €, mentre l’avvio dipende da quanto c’è da sistemare. Voci, cifre e come leggere un preventivo sono nell’articolo su quanto costa la SEO.

Come capire se il tuo sito è posizionato bene

Cercare il proprio sito su Google dà un’idea falsata, perché i risultati cambiano in base a chi cerca, da dove e con quale cronologia. Il dato affidabile è in Google Search Console, nel rapporto Rendimento:

  • Impressioni: quante volte il sito è comparso nei risultati. Se crescono, Google lo mostra per più ricerche.
  • Posizione media: utile per leggere la tendenza, meno come numero assoluto.
  • Query: le ricerche esatte per cui compari. Spesso sono diverse da quelle che ti aspetti, e da lì nascono le idee migliori per i contenuti.

Se Search Console non è ancora collegato al tuo sito, è la prima cosa da fare, ed è gratuito.

Domande frequenti

Devo rifare il sito per migliorare il posizionamento?

Non sempre. Spesso bastano interventi su struttura, testi e parte tecnica. Rifarlo conviene quando la piattaforma limita il lavoro, come nel caso dei siti Wix raccontato sopra, e va fatto con i reindirizzamenti giusti per non perdere le posizioni.

Funziona anche per un’attività locale?

Sì, ed è spesso dove i risultati arrivano prima, perché la concorrenza è minore. Contano soprattutto scheda Google, recensioni e pagine dei servizi che nominano la zona: ne parlo nella guida sulla local SEO e in quella su come apparire su Google Maps.

Posso scrivere i testi del sito con ChatGPT?

Sì, se il risultato è utile e corretto: Google valuta i contenuti per la qualità, non per come sono stati scritti. Diventa un problema quando si pubblicano in serie testi generici solo per occupare le ricerche, cosa che Google considera spam. L’AI è un buon punto di partenza, ma servono esperienza e revisione di chi conosce l’argomento.

E per un e-commerce?

Sì, con qualche attenzione in più: molte pagine prodotto simili, filtri che generano pagine duplicate, schede con i testi copiati dal produttore. Il metodo resta lo stesso, cambia il peso della parte tecnica.

«…avevo bisogno di implementare le visite al mio giornale online marcoiaconetti.com e grazie all’esperienza con Davide Bottino sono riuscito a triplicare le visite nel giro di due mesi.»

Marco Iaconetti, architetto e giornalista

Da dove partire

Il posizionamento di un sito web si costruisce per gradi, e il punto di partenza cambia da sito a sito. Se vuoi capire come sta il tuo e da dove conviene cominciare, il primo passo è una consulenza iniziale di un’ora. Come lavoro, cosa comprende il servizio e le domande più frequenti sono nella pagina sulla consulenza SEO.

Immagine di Davide Bottino

Davide Bottino

Lavoro nel digital marketing da 25 anni, ho iniziato nel 2001 come copywriter e webmaster, allora si chiamava così chi "faceva i siti". Ho ricoperto con successo ruoli come sales manager, account manager e project manager in diverse agenzie, ho contribuito alla creazione e lancio di decine di startup in un incubatore (utilizzando tecnologie come blockchain e intelligenza artificiale ben prima che fossero mainstream) e ho insegnato Web Marketing in aula. Oggi guido una mia agenzia digitale e lavoro da remoto in tutto il mondo, con base tra Pescara e Londra. Sono anche redattore di Zzap!, la storica rivista italiana del retrocomputing, e mi diletto nel creare videogame per C64, MSX e Amiga: macchine dove ogni byte contava, e dove bisognava conoscere bene i limiti dell'hardware prima di aggirarli. Lo stesso approccio diretto, essenziale ed efficace lo porto in ogni consulenza, senza fronzoli.
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