Un’agenzia SEO è un’azienda con un team di persone che si occupa della visibilità dei siti dei clienti su Google. Un consulente SEO freelance fa lo stesso lavoro da solo, o con pochi collaboratori scelti.
Se sei un professionista o il titolare di una PMI e vuoi migliorare il posizionamento del tuo sito, probabilmente ti stai chiedendo a chi rivolgerti: a un’agenzia o a un freelance? La scelta giusta dipende dalle dimensioni del progetto: per un’azienda grande, con molti siti e molti reparti da coordinare, un’agenzia ha senso; per una PMI, uno studio o una clinica, un freelance competente spesso lavora meglio a parità di budget, perché chi ti vende il servizio è anche chi lo fa.
Lo scrivo da consulente, ma anche da chi ha lavorato in agenzia per anni, in quasi tutti i ruoli: commerciale, account, project manager e, soprattutto, chi il servizio lo eroga materialmente, come SEO specialist, copywriter, social media e marketing manager. So come funziona da dentro, nel bene e nel male, e un’agenzia, in Inghilterra, l’ho anche fondata.
In breve
- L’agenzia conviene per progetti grandi, che richiedono tanti specialisti contemporaneamente e una struttura che non dipende da una persona sola.
- Il freelance conviene a PMI e professionisti che vogliono un solo interlocutore, risposte rapide e un budget speso sul lavoro, non sulla struttura.
- In entrambi i casi conta fare le domande giuste prima di firmare: più sotto trovi quelle che farei io.
Indice dei Contenuti
Cosa fa un’agenzia SEO e come è organizzata
Un’agenzia SEO offre gli stessi servizi di un consulente: analisi del sito, correzioni tecniche, contenuti, link, misura dei risultati. Se vuoi un quadro di cosa comprende il lavoro, lo trovi nella guida su cos’è la SEO. La differenza sta nell’organizzazione. Di solito ci sono:
- un commerciale, che incontra il cliente e chiude il contratto;
- un account, che tiene i rapporti e raccoglie le richieste;
- un project manager, che distribuisce il lavoro al team;
- i tecnici e i redattori, che lavorano materialmente sul sito, spesso su molti clienti insieme.
È un modello che funziona bene quando il progetto è grande: tante persone possono lavorare in parallelo, e se qualcuno si assenta c’è chi lo sostituisce.
Dove il modello dell’agenzia si inceppa
Avendo ricoperto quei ruoli, conosco anche i punti deboli. Non dipendono dalla bravura delle persone, ma da come è costruito il lavoro.
Chi vende non è chi lavora
Il cliente parla con il commerciale e poi con l’account, ma le mani sul sito le mette qualcun altro, che spesso il cliente non conosce. Ogni richiesta passa per due o tre persone prima di arrivare a chi deve eseguirla, e a ogni passaggio si perde qualcosa.
Le ore per cliente sono fissate a monte
Il canone mensile copre anche la struttura: sede, commerciali, account, gestione. Al lavoro vero sul tuo sito resta una parte del budget, stabilita in ore. Quando i clienti aumentano e il team no, quelle ore si riducono: l’ho visto succedere più di una volta.
I clienti piccoli scivolano in fondo alla fila
In un portafoglio con clienti grandi e piccoli, l’attenzione va a chi paga di più. Nella mia esperienza, chi ha un canone contenuto rischia di ricevere un report automatico al mese e poco altro.
Il risultato si vede quando prendo in mano siti seguiti da altri: banner cookie che non bloccano nulla, pagine con errori da mesi, dati di Analytics sbagliati, e nessuno che se ne sia accorto. Di solito, nessuno aveva il tempo di guardare.
Il tuo sito è seguito da un’agenzia e non sai a che punto è?
Lo guardo con occhi esterni e ti dico cosa trovo, prima che tu decida se cambiare.
Richiedi una consulenzaCome lavora un consulente SEO freelance
Con un freelance la catena si accorcia a una persona. Chi ti ascolta nella prima consulenza è chi analizza il sito, decide le priorità, fa le correzioni e ti manda i risultati. Questo cambia alcune cose in pratica:
- Le richieste arrivano a chi le esegue, senza passaggi intermedi.
- Il budget va quasi tutto sul lavoro, perché non c’è una struttura da mantenere.
- Il consulente conosce il tuo sito a memoria, e si accorge prima se qualcosa non va.
- La reputazione è personale: un freelance vive di passaparola e di clienti che restano, e non può permettersi di trascurarne uno.
Oggi, con l’intelligenza artificiale, un consulente da solo riesce anche a coprire lavori che prima richiedevano un team: analizzare migliaia di righe di dati, controllare centinaia di pagine alla volta, preparare report. Resta suo, però, il lavoro che conta: conoscere a fondo il cliente e decidere cosa fare.
Quando conviene un’agenzia, detto onestamente
Ci sono casi in cui consiglierei io stesso un’agenzia:
- Progetti molto grandi, con decine di siti, più lingue o più paesi, dove servono tanti specialisti contemporaneamente.
- Aziende con reparti marketing strutturati, che hanno bisogno di un fornitore capace di coordinarsi con IT, vendite e altri fornitori.
- Quando non puoi dipendere da una persona sola: per un progetto critico, avere una squadra che copre ferie e imprevisti ha un valore.
E se il freelance si ammala o va in ferie?
È la domanda che mi fanno più spesso, ed è giusta. La risposta di un freelance serio è organizzativa. Accessi, account di Google, contenuti e documentazione del lavoro restano sempre intestati al cliente, quindi nulla si blocca e nulla va perso. Il lavoro è programmato con anticipo, e le assenze si comunicano per tempo. Per le urgenze e per le competenze specifiche, come design o sviluppo avanzato, mi appoggio a collaboratori di fiducia.
A chi conviene un consulente freelance
A chi ha un’attività di dimensioni medio-piccole e vuole un rapporto diretto:
- PMI e attività locali, che hanno bisogno di farsi trovare in zona e di un budget speso bene;
- studi professionali, come commercialisti, avvocati e consulenti, che vogliono parlare con chi conosce il loro lavoro;
- cliniche e studi medici, dove servono attenzione alle regole sulla pubblicità sanitaria e alla privacy dei pazienti.
In questi casi conta più avere una persona che risponde, conosce il sito e si prende la responsabilità del lavoro che avere un team di cui non conosci i nomi.
Vuoi sapere se un consulente fa al caso tuo?
In un’ora guardiamo il tuo sito e ti dico con franchezza di cosa ha bisogno, anche se la risposta è un’agenzia.
ParliamoneCome riconoscere un freelance competente
Il rischio opposto all’agenzia distratta è il freelance improvvisato, che costa poco e poi sparisce. Qualche segnale aiuta a distinguerli:
- Casi con numeri verificabili, non solo loghi di clienti.
- Un percorso di anni, oltre alle certificazioni.
- Un contratto chiaro, con attività, tempi e cosa ricevi ogni mese.
- Tutto intestato a te: dominio, account di Google, accessi al sito.
- Strumenti professionali, come Search Console e piattaforme di analisi SEO, e la capacità di spiegarti cosa mostrano.
- Prezzi sostenibili: un canone troppo basso di solito significa poche ore o lavoro automatico.
- Nessuna promessa di risultati garantiti, e la franchezza di dirti quando un’attività non ti serve.
Sono gli stessi criteri con cui chiedo di essere valutato io: i progetti e i numeri li trovi nel portfolio.
Le domande da fare prima di firmare
Valgono per un’agenzia come per un freelance. Chi lavora bene risponde senza esitare.
- Chi lavora materialmente sul mio sito, e posso parlarci?
- Quante ore al mese dedicate al mio progetto?
- Cosa ricevo ogni mese, e come misuriamo i risultati? Posizioni e visite, ma soprattutto contatti.
- Chi mi risponde se qualcosa si rompe, e in quanto tempo?
- Se smetto, cosa resta a me? Accessi, account di Google, contenuti e dati devono essere intestati a te.
- Mi promettete il primo posto su Google? Se la risposta è sì, meglio salutare: nessuno controlla l’algoritmo, come spiego nella guida sul posizionamento dei siti web.
Quanto costa l’uno e quanto l’altro
Un listino unico non esiste, e i prezzi di partenza di agenzie e freelance possono anche essere vicini. La differenza sta in dove finiscono i soldi: un’agenzia deve coprire con il canone anche commerciali, account e struttura, un freelance no. A parità di prezzo, con un freelance una parte più grande del budget diventa lavoro sul tuo sito.
Io parto da una consulenza iniziale di un’ora, tra 100 e 150 €, e il lavoro SEO continuativo parte da 400 € al mese. Voci e cifre, e come leggere un preventivo, sono nell’articolo su quanto costa la SEO.
Da dove partire
Se stai valutando un’agenzia SEO o un consulente, il primo passo è analizzare di cosa ha bisogno il tuo sito e quanto lavoro serve. Come lavoro, cosa comprende il servizio e le domande più frequenti sono nella pagina sulla consulenza SEO; se preferisci parlarne subito, parti da una consulenza iniziale di un’ora.





