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Consent Mode v2 per Google Ads e Analytics

Se fai pubblicità su Google, il Consent Mode decide quanti dati ti restano: conversioni misurate, liste di remarketing, statistiche. Lo configuro insieme al banner cookie, così raccogli il consenso come chiede la legge e Google riceve le scelte degli utenti nel modo giusto. Seguo io ogni passaggio, dalla verifica al collaudo.

PERCHÉ CONTA

Cosa succede se il Consent Mode è configurato male

Dal marzo 2024 Google chiede a chi fa pubblicità verso utenti europei di raccogliere il consenso e di trasmetterglielo tramite il Consent Mode. Senza questi segnali, le funzioni legate a quegli utenti si riducono: le liste di remarketing smettono di crescere e la misurazione delle conversioni perde precisione.

Gli errori che trovo più spesso sono tre. Il banner c’è ma non comunica nulla a Google. Oppure i tag partono prima del consenso, e allora il problema diventa anche di conformità. Oppure è attiva la modalità base senza che nessuno l’abbia scelta: i tag restano fermi finché l’utente non accetta, e Google non riceve nemmeno i segnali senza cookie con cui stima le conversioni che non può misurare. In tutti e tre i casi, da fuori il sito sembra funzionare: se ne accorge solo chi guarda i dati. Come riconoscere da soli il secondo caso lo spiego nell’articolo sul banner cookie che non blocca nulla.

COSA FACCIO

Cosa comprende il lavoro

COME LAVORO

Come funziona, passo per passo

Si parte sempre da una verifica: capire cosa succede oggi evita di rifare quello che funziona già.

01

Verifica esterna

Dal browser controllo quali segnali arrivano a Google prima e dopo il consenso, e insieme verifico banner e cookie. Non servono accessi. Costa 60 €, che scalo dalla configurazione se poi procediamo.

02

Configurazione

Con gli accessi che mi dai, sistemo banner, tag e segnali di consenso. Se lo strumento che usi già va bene, lavoro su quello, senza cambiarlo per forza.

03

Collaudo

Provo il sito come un visitatore che accetta, rifiuta o sceglie solo alcune categorie, e controllo che Google riceva il segnale giusto in ogni caso.

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Davide Bottino

Davide Bottino

Lavoro nel web dal 2001; da oltre dieci anni mi occupo di SEO e seguo anche la parte tecnica di privacy e tracciamento per PMI, studi professionali e cliniche. Quando ci sentiamo ti mostro casi reali di clienti con situazioni simili alla tua.

OPINIONI

Cosa dicono i clienti

DOMANDE FREQUENTI

Le domande che mi fanno più spesso

Nessuna legge lo impone. È Google a chiederlo, dal marzo 2024, a chi vuole continuare a usare misurazione, remarketing e personalizzazione degli annunci sugli utenti europei. La legge chiede invece un consenso valido prima dei cookie non tecnici, e il Consent Mode serve a trasmettere a Google quella scelta. Cosa succede quando il consenso manca l’ho raccolto nell’articolo sulle sanzioni privacy e cookie.

Con la base i tag Google restano fermi finché l’utente non accetta. Con l’avanzata partono comunque, senza cookie, e inviano segnali che Google usa per stimare le conversioni perse. L’avanzata dà dati più completi, la base è più prudente: la scelta dipende da come usi i dati, e la facciamo insieme.

Se non usi Analytics per la pubblicità, per esempio remarketing o pubblici collegati a Google Ads, le conseguenze sono minori. Conviene comunque configurarlo: il banner deve già gestire il consenso per Analytics, e i segnali aiutano Google a completare le statistiche.

I principali strumenti di consenso, come iubenda, Complianz e Cookiebot, supportano il Consent Mode v2. Di solito il lavoro è configurarli bene, non cambiarli.

In parte. Con la modalità avanzata Google stima le conversioni di chi non ha accettato, ma solo quando il traffico è sufficiente. Quello che si recupera con certezza sono i dati di chi accetta, che oggi magari vanno persi per un errore di configurazione.

La verifica esterna costa 60 € e comprende anche il controllo di banner e cookie; se poi procediamo con la configurazione, li scalo dal preventivo. La configurazione dipende da quanti strumenti e siti sono coinvolti: te la quoto dopo la verifica, prima di toccare qualsiasi cosa.

Dipende soprattutto dagli accessi: i tempi partono da quando li ho tutti, e te li indico nel preventivo dopo la verifica. Spesso la parte più lunga è recuperare gli accessi, per questo te li chiedo tutti prima di iniziare.

IL PRIMO PASSO

Parti da una verifica dei tuoi dati.

Ti rispondo personalmente.

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Raccontami in poche righe la tua attività e cosa ti serve: ti rispondo di persona entro 24-48 ore.